Quarantine. Follow security measures. Yellow plastic caution tape

Ma vi siete resi conto di come ci siamo sempre lamentati di non aver abbastanza tempo? Ci siamo riempiti le giornate con impegni di lavoro, studio e famiglia, portando il nostro tempo prezioso all’esasperazione di una insoddisfazione esistenziale?

Ed ora che il tempo ne abbiamo a iosa, e ci chiede l’attenzione che merita, noi che facciamo?

Ci lamentiamo, nuovamente, per la noia che scandisce le nostre giornate; stiamo abbarbicati alle finestre a fare da vigilantes, ora al tipo che passeggia sotto casa, per l’ennesima volta nella giornata, con il cane, ora a quell’altro che va in giro in bicicletta o l’altro ancora che non indossa la mascherina. Ma… per Dio!!!

Ci è stato concesso un’enormità di tempo, tempo reclamato per anni e finalmente ottenuto, ma, evidentemente, nonostante la reclusione forzata ci abbia costretto a vivere con noi stessi ed a riflettere sulle nostre abitudini, prevedibilità, ovvietà e presunte normalità, ci siamo resi conto che nulla di quel che vogliamo nella vita è sufficientemente speciale. La monotonia delle nostre giornate super impegnate, la nostra vita stessa, perde di significato di fronte alla enormità e alla grandezza dell’esistenza. Ci siamo adagiati nella nostra quotidianità, trovando in essa il nostro stato di quiete, la nostra ragione di esistere. E appena il meccanismo si è inceppato, il palco è cascato ed ha portato alla luce quello che in realtà siamo: pigri, isterici, annoiati, volubili, codardi, viziati, manipolatori, insoddisfatti, egoisti, irrispettosi e inetti..

Non riusciamo nemmeno a vedere questo stato di inadeguatezza alla vita in cui ci siamo intrappolati, tra il “cosa faccio in tutto questo tempo” e “canto sui balconi per sentirmi ancora vivo”. E dal momento che, prima della faccenda virus, avevamo in mente una marea di cose su cui lavorare, su cui progettare, e che, puntualmente, rimandavamo con un “quando avrò più tempo”…. ora che il tempo ci è letteralmente piombato addosso, scopriamo di non avere le idee abbastanza chiare, di non avere il talento necessario, di essere troppo pigri per qualsiasi cosa e che tutto è una sciocchezza;  persino i selfie che postiamo sui social, dall’interno della nostra casa-gabbia, risultano, pure quelli, scadenti e mediocri. E non nascondiamoci dietro la paura della morte. Non è quello il sentimento che più ci terrorizza, ma è l’acre e ostile noia, il tetro grigiore dell’indolenza e dell’accidia ad affliggere la superba idea che nutriamo verso la nostra vita e che obnubilano la capacità di essere protagonisti delle nostra esistenze.

E allora che facciamo? Ci buttiamo sul divano a passarci tutto il palinsesto firmato “Barbara D’Urso”, aspettando che passi il tempo, contenti di essere stati messi all’angolo, per poter poi  tornare a pontificare sul nulla prima di addormentarci. E non ci accorgiamo delle perturbazioni psicologiche che questa esperienza ci sta lasciando, incapaci di fronteggiare l’isolamento, di gestire sè stessi ed il proprio tempo, di guardare a noi ed al quel che siamo, senza filtri né schermi.

E’ giunto il momento di fare i conti con la nostra mediocrità.

Passato l’allarme coronavirus, vogliamo un futuro decisamente più radioso? Vogliamo un “Io” migliore? Più incisivo? Più motivato? Più protagonista? Più tutto? Vogliamo che tutta l’esperienza acquisita con la “spietatezza” dell’isolamento non sia la mera traduzione di uno sterile ritaglio di vita? E che sia un’occasione di rinnovamento di sè stessi? Cogliamo l’occasione di guardarci allo specchio e accettare la mediocrità delle nostre attività di natura prettamente strumentali, volte a tenerci distanti da quell’abisso che ognuno è per se stesso e che tendiamo a spazzare sotto il tappeto, come la polvere fastidiosa sul pavimento. Fatto questo, prendiamo atto della preziosa opportunità dataci, e cioè di essere consapevoli di ciò che è veramente importante per noi, per le nostre vite e per quella delle persone a noi care. E di agire di conseguenza. Che la pace sia con voi tutti.

 

 

@Wizzy,  Afro Bodhisattva, Entrepreneur, Physical Anthropologist, Freelance researcher of African Studies, culture, tradition and heritage, CEO Dolomite Aggregates LTD and Founder MBA Métissage Boss Academy