82519359_2419437168161793_5846992430359904256_n

Fine del capitolo 37,  pagina 323 della versione  italiana (Einaudi) di “Americanah” di Chimamanda Adichie (versione, peraltro, tradotta in modo piuttosto mediocre e asettica, non riuscendo a rendere omaggio a quelle che sono le sfumature ed il pathos del libro in lingua originale – pag. 337, Harper Collins UK).

Adichie include un post tratto dal blog di Ifemelu, la quale,  oltre che ad essere  la protagonista del suo romanzo,  è anche la blogger di https://www.chimamanda.com/ifemelus-blog/, un diario online sulla sua esperienza immigratoria e sulla sua graduale ed involontaria “americanizzazione”. Questo diario ha lo scopo di mantenere il legame con le sue origini e identità nigeriane, nonché come sfogatoio di tutte le frustrazioni e difficoltà incontrate sulla via della classica stereotipizzazione dell’Afro-Americano (una volta chiamato “Negro“). E’ uno strumento che usa per scappare dalla cultura poco gradevole attorno a lei.

82318832_601498613751862_6140344177054973952_n

Il pezzo incriminato.

Tra i tanti post tratti dal blog e inseriti nel libro, quello che più mi ha fatto storcere, letteralmente, il naso, si intitola “Obama è qualcosa di diverso da un nero”? ( “Is Obama Anything but Black?” ). Affronta la questione di come viene percepita l’estrazione dell’ ex Presidente degli Stati Uniti d’America, affermando che “tantissime persone – per lo più non nere — sostengono che Obama non sia nero, ma bi-razziale, multi-razziale, bianco e nero, tutto tranne che solo nero” . Ifemelu aggiunge come spiegazione, “perché sua madre era bianca” contrapponendo Frederick Douglass e Booker T. Washington i cui padri erano bianchi, ma erano considerati “tutt’altro che bianchi”.

Ecco! Cara la mia Chimamanda, che tanto ho apprezzato in libri come “Metà di un sole giallo” e “L’ibisco viola”: proverò a spiegarti perché trovo completamente sfasate le affermazioni  da te (Ifemelu) scritte nel post.

Hai perfettamente ragione quando asserisci  che la maggior parte degli afroamericani è in qualche modo mista. Tuttavia, molti sono MMG (misti – multi – generazionali) e non hanno caratteristiche che differiscono da una sola etnia (bianco/nero), ma sono notevolmente diverse. Sono molto a favore del fatto che ognuno possa decidere liberamente di identificarsi come meglio crede , ma molti non lo fanno (o non lo vogliono fare) proprio per questo motivo, per la pluralità di opzioni multi generazionali.

Ad ogni modo è una loro decisione! Dici che se si ha una SOLA goccia di QUALSIASI tipo di sangue nero, si è considerati neri e non misti. Sono completamente in disaccordo con te.

Gli individui di razza mista possono presentarsi  estremamente chiari, estremamente scuri o qualsiasi sfumatura nel mezzo. Abbiamo tutti trame e colori di capelli diversi, alcuni di noi hanno le lentiggini e così via. Pertanto, il modo in cui siamo percepiti dagli altri, varia. Nel mio caso, mentre è vero che a volte sono considerata una “donna di colore”, ci sono altre volte in cui mi prendono per Brasiliana o, addirittura, Calabrese, altre in cui mi è stato persino detto che tutto sono, fuorché nera. Se ogni individuo misto fosse costantemente considerato solo nero, dovremmo asserire che la popolazione mondiale ha qualche problema di vero e proprio daltonismo.

 

Sento (e leggo) spesso persone fare commenti simili, come se essere persone miste fosse qualcosa che abbiamo scelto al fine di separarci dalla comunità nera. Tutti dovrebbero avere il diritto di scegliere come identificarsi; per molti di noi, però, non è una scelta. È semplicemente chi siamo. Ho, chiaramente, una madre nera e un padre bianco. Affermare con forza questo, non significa prendere la decisione di separarmi dalla comunità nera di cui anch’io faccio parte (come, d’altronde, è bene ribadirlo a chiare lettere, faccio parte pure di quella bianca!!!).

Inoltre non significa che io sia migliore di chiunque si trovi confuso o che non riesce a decifrare da dove vengo. Significa semplicemente che sono fedele a ciò che sono. Punto e basta!

La tua affermazione sembra partorita dalla regola obsoleta e razzista “dell’unica goccia” (one-drop-rule), creata per classificare e categorizzare, in una fascia, chiunque abbia anche una SOLA goccia di sangue NERO. La stessa regola è stata utilizzata per segregare le “persone di colore” e impedire loro di avere le stesse opportunità dei “bianchi fortunati” (ricordiamoci che i “bianchi fortunati” avevano qualche privilegio in più dei “coloured”nelle piantagioni di cotone!).

 Le dichiarazioni sulle persone miste che hanno bisogno di accettare a tutti i costi la loro “negritudine”, rafforzano la stessa mentalità del  “noi” contro “loro”. Fortunatamente questa regola non esiste più e, grazie a Manitù, non ci viene più (istituzionalmente) richiesto di definirci come vorrebbero gli altri. Vediamo di non ritirarla fuori e cercare di piantar grane in una società che già si sta impegnando a debellare ogni forma di intolleranza.

 

 

Essere in grado di fare questa scelta è una cosa bellissima. Non ha nulla a che fare con la separazione, bensì con la libertà di essere chi siamo veramente. Il modo in cui un individuo si identifica è una decisione personale e nessuno dovrebbe dire ad un’altra persona come si deve sentire o come auto-identificarsi.

 

 

Quando asserisci che Frederick Douglass e Booker T. Washington erano considerati “tutt’altro che bianchi” e che mai si sarebbero sognati di dire che non erano neri, o che Barack Obama si sarebbe dovuto sedere sul retro di un autobus una cinquantina di anni fa… beh.. mi spiace, ma fai un grossolano errore storico. E’ chiaro che queste situazioni, ALLORA, non sarebbero mai potute accadere, per il semplice fatto che vigevano delle leggi, ingiuste finché vuoi, ma che comunque inserivano chiunque in un compartimento già deciso. E’ come se per “giustificare” la sottomissione delle donne in certe aree di questo pianeta, mi tirassi in ballo la caccia alle streghe e la supremazia maschile del Medioevo. I personaggi della storia stanno in un contesto che non è il nostro odierno e non ha alcun senso fare paragoni di questa entità.

Sul fatto che poi in America (ma vale ovunque) tu non possa decidere a quale “razza” appartenere, mi pare un’altra stupidaggine. Nessuno decide niente per nessuno. Basta guardarsi allo specchio e ti definisci da solo. O forse tu (un “tu” esemplicativo, ovviamente!!!) ti definiresti un’idiota semplicemente perché una parte della comunità in cui vivi ti definisce in tal modo? Sei tu che DEVI essere sicuro di ciò che sei, altrimenti sei la perfetta esca per chiunque ritenga di poterti prevaricare a suo piacimento.

 

Secondo te, un individuo misto dovrebbe essere identificato come SOLO nero? No!!!! Se così fosse sarebbe FORZATAMENTE nero. E, ripeto fino allo sfinimento, lo specchio è il miglior metro di misura, davanti al quale, nessuno di noi può mentire.

Quindi, concludendo, apprezzo moltissimo il tempo dedicato ad una problematica che nemmeno ti appartiene, visto che la osservi e la giudichi dal tuo punto di vista “privilegiato” di persona nera (per di più, nera africana), ma sono assolutamente decisa ad eliminare, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, questa specie di terrorismo noi/voi a cui molti piace giocare.

83038706_175254093681488_7935250356248772608_n

 

Con tanto affetto, e, comunque sia, stima,

 

@Wizzy, Afro Bodhisattva, Businesswoman,  Physical Antropologist, Freelance researcher of African Studies, culture, tradition and heritage & CEO Dolomite Aggregates LTD.