See on Scoop.itTHE ONE DROP RULE – LA REGOLA DELLA GOCCIA UNICA

Luisa Casagrande‘s insight:

“Sono il simbolo dell’unità razziale. Sono una ragazza nera che abita la pelle di una persona bianca e solo questo dovrebbe incarnare cosa un essere umano dovrebbe rappresentare.”

 

Diandra Forrest, ha 16 anni, è Albina, Nigeriana. E’ probabilmente la modella Albina Afro-Americana più popolare e sta stabilendo un trend che vede gli altri Albini uscire dai propri gusci, specialmente in Africa.

 

Diandra ha una malattia chiamata "Albinismo". Il termine deriva dal latino "Albus", bianco.

Una persona con questa condizione congenita è completamente o parzialmente priva di pigmento. Il corpo non produce o ha difficoltà a produrre la melanina, sostanza che dà alle persone il naturale colore della pelle e dei capelli. L’Albinismo può colpire persone di ogni razza e in qualsiasi posizione geografica e le probabilità di nascere Albino sono 1 su 20.000.

 

Oltre ad essere molto chiari, anche se sono sani come gli altri, gli albini tendono ad avere gravi problemi di vista e talvolta un occhio pigro o "Nystygmus", cioè un movimento incontrollabile dell’occhio all’indietro o il rullare gli occhi in modo incontrollato. La loro vista è spesso molto compromessa e gli occhi sono estremamente sensibili alla luce.

In alcune culture, le persone nate con albinismo sono  state, e vengono tutt’ora, uccise perché si pensa siano demoni o streghe. Molti vivono una vita di isolamento e di vergogna perché vengono fissati e spesso presi in giro, soprattutto da bambini. In altri luoghi, come in alcuni paesi africani, in particolare in Africa orientale, le persone con albinismo sono a rischio di rapimenti e mutilazioni, poiché parti del loro corpo sono ritenuti miracolosi per fare potenti pozioni e rituali.

Quando Diandra Forrest, cresciuta nel Bronx a New York, era una bambina e ha iniziato la scuola pubblica, veniva derisa e vessata, tanto che i suoi genitori la trasferirono in una scuola speciale.

"Da piccola non pensavo di aver una vita così difficile, con i bambini che si prendevano gioco di me per tutto il tempo. Tornavo a casa in lacrime. Ma questo era niente in confronto a quello che la gente come me passa continuamente nelle aree rurali dell’Africa " – dice Diandra..

 

"Quando poi ho scoperto che in paesi come la Tanzania, le persone albine come me sono a rischio di amputazione degli arti  per la loro commercializzazione , sono rimasta scioccata. La gente come me vive nella paura ogni giorno. È terribile. "

Citato nel rapporto delle Nazioni Unite, l’organizzazione non governativa “Under the Same Sun”, (http://www.underthesamesun.com) stima che circa 71 persone con albinismo siano state uccise in Tanzania tra il 2006 e il 2012, e 31 persone sino sopravvissuti agli attacchi di machete. I casi spesso non sono però adeguatamente segnalati e denunciati.

"Il punto cruciale è che la gente non considera gli Albini come veri esseri umani. Sta a noi in Africa parlare di questo e lottare contro il pregiudizio – dice Nomasonto Mazibuko della Società per l’Albinismo in Sud Africa. .Non possiamo tacere e non dobbiamo rimanere nascosti. E ogni ragazza con albinismo che sfila su una passerella internazionale o anche per strada con la testa alta, è un modello eccezionale per questo ruolo. Può essere il catalizzatore per sensibilizzare la società nel suo complesso, ancora divisa su questioni e pregiudizi razziali.”

 

Questa è una di quelle storie di successo , di realizzazione personale, di forza interiore, di ironia e di sfida alle probabilità che fa sorridere e ci ricorda che cose meravigliose possono accadere a chiunque.