See on Scoop.itTHE ONE DROP RULE – LA REGOLA DELLA GOCCIA UNICA

La reale distinzione, a livello di caratteristiche tra il gufo e la civetta, è davvero, a dir poco, confusionario. Ho scelto la civetta, come similitudine nella regola della goccia unica, per alcune considerazioni particolari.

 

L’immagine della civetta è contraddittoria. Esattamente come essere un meticcio. Infatti, non ha un’identità razziale. E’ bianco e nero. E’ parte di un insieme di culture e storia che va di là da ogni comprensione unilaterale.

 

La civetta è simbolo di saggezza, di conoscenza, della sensibilità, del dono profetico, della moderazione, e della malinconia. La saggezza, la conoscenza, la sensibilità, la moderazione e la malinconia sono tipiche di ogni meticcio. Un bagaglio con cui arriva in un gruppo sociale e che negli anni si evolve in modi e tempi a volte discutibili. La causa non va certo ricercata nell’essere “diverso”, bensì nella pressione psicologica di una società che a tutti i costi necessita di catalogare le persone in compartimenti stagni.

 

I cinesi erano convinti che la civetta, quando imparava a volare, graffiasse gli occhi ai suoi genitori; perciò la civetta per loro rappresentava i figli ingrati, la criminalità, l’orrore e la morte. Probabilmente l’avversione di un meticcio per il proprio genitore risiede nel fatto che, il genitore stesso, non sia stato in grado di gestire una situazione di “ambiguità” e di contraddizioni. Non è stato in grado ad offrire una sorta di stabilità emotiva ed esistenziale ad un figlio pieno di risorse.

Gli ebrei hanno ritratto Lilith, il demone femminile affiancato da due civette, per porre in risalto la sua la sessualità. Non vi è dubbio che il corpo di un meticcio sia frutto di un disegno perfetto: un mix di colori, muscoli, forme e grazia decisamente perfetti.

 

Nel cristianesimo, la civetta era considerata l’incarnazione di Satana, che seduce le anime innocenti, trasportandole sulla via del peccato. Alla stessa stregua il meticcio è visto, nell’immaginario comune, come oggetto del desiderio. Qualcosa (??? Qualcuno??) in grado di annebbiare completamente la propria capacità di usare quella cosa contenuta nella scatola cranica e chiamata cervello.

 

Si ha un abbinamento molto intenso della civetta con la solitudine e l’isolamento. Particolarità tipica. Il meticcio è spesso associato alla confusione, alla movida, al divertimento ed agli eccessi. In realtà vive spesso in solitudine (perché necessità di capire la sua stessa essenza) ed in isolamento (perché talmente diverso da non trovare, nell’ambiente esterno, comprensione né accettazione).

 

Quando la civetta caccia, le sue prede non riescono ad avvertirne l’arrivo perché, grazie alle sue penne particolari, riesce a volare senza alcun rumore di battito d’ali, così il meticcio, “controlla” il suo entourage, nel silenzio e nell’ignavia più totale, carpendo, in modo alquanto naturale, l’animo di ogni componente.

 

Per tutto questo amo paragonare il meticcio alle civette. Sono individui in possesso dell’energia della civetta, versati nelle arti magiche, o comunque nutrono uno spiccato interesse per l’occultismo. Si sentono fortemente attratti verso la magia bianca o verso la meno raccomandabile magia nera. E’ quasi impossibile tenere loro nascosto qualcosa, giacché sono in grado di percepire anche i pensieri più reconditi. Non solo comprendono sempre senza fatica quale sia la verità, ma ritengono questa dote una cosa ovvia e naturale, la qual cosa li rende a volte poco ben accetti o addirittura temuti.

 

La civetta è l’uccello della saggezza, poiché è in grado di vedere e ascoltare cose che sfuggono agli altri animali. Può aiutare a riconoscere la verità e a interpretare le indicazioni del destino. Così il meticcio è votato all’isolamento intellettivo e per farsi accettare da una società ignorante (grave errore!), rinuncia a quelle caratteristiche che lo rendono realmente unico.

 

Luisa Casagrande