See on Scoop.itTHE ONE DROP RULE – LA REGOLA DELLA GOCCIA UNICA

Il meticciato spiegato a mia figlia dal mio dromedario.

Sono un tuareg che abita in Italia e quindi è naturale che abbia in casa, come animale
domestico, un dromedario di nome Fidoh (la acca l’abbiamo messa per far contento un
nostro vicino). Quel cammello con una gobba sola. Un giorno mia figlia tornò a casa
piangendo da un’iniziativa che voleva essere culturale, con tanto di esperti e autorità. Io
non c’ero e mia figlia trovò soltanto Fidoh che brucava la rucola in giardino. Fidoh, come è
uso nei dromedari, si allarmò subito e chiese a mia figlia il motivo delle sue lacrime. Mia
figlia, di nome Fidah, si espresse così:

“Oggi, nel corso di un incontro, leggevo una poesia sul meticciato culturale e un signore,
tutto di nero vestito, mi ha interrotto dicendomi che quella è una brutta parola, da non
ripetere in raduni di gente perbene. Mi ha sgridata con voce squillante e mi ha fatto molta
paura. Ecco perché non riesco a smettere di piangere, anche se il fatto risale già ad
alcune ore fa”.

Fidoh, sentendo queste parole dapprima si allarmò, poi allungò il collo, masticò la tenera
rucola come se fosse una pianta spinosa del deserto, si schiarì la voce e disse:
“Non ti preoccupare Fidah. Succede anche fra gli animali che non hanno mai conosciuto il
nazionalismo o il fascismo o il nazismo. Ci sono molti individui, fra gli umani, che hanno
paura del relativismo e la cultura meticcia è portatrice di relativismo. Credono che la
cultura sia una cosa e un’essenza. Fanno confusione fra relativismo culturale e relativismo
etico. Non voglio parlare difficile perché sono soltanto un dromedario, ma questo è un
retaggio del nazionalismo e del colonialismo. In una parola, della separazione. Vedi anche
i sindacati, che dovrebbero promuovere lo sviluppo sostenibile, dividono i loro iscritti in
nazionali e immigrati, perché non riescono ancora ad accettare il meticciato, la
creolizzazione…”.

“Scusami Fidoh – lo interruppe Fidah – ma io non capisco niente di ciò che stai dicendo”.
“Ehi piccola, mi dispiace ma questi concetti sono complessi. Però vedi io mi sono adattato
a mangiare questa rucola anziché il mio amato Schih. All’inizio soffrivo spesso di
dissenteria, ma ora mi sono abituato e non scambierei la rucola con niente al mondo. E’
una questione di adattamento. Le cose sconosciute ci fanno sempre paura. Questa è la
vita. Il meticciato si sta facendo con te e i tuoi compagni anche senza saperlo”.
“Infatti – replicò Fidah, ormai rasserenata e gli occhi perfettamente asciutti – i miei
compagni di scuola non mi hanno mai fatta sentire diversa o presa in giro perché faccio il
ramadan e come merenda porto il rfiss anziché le merendine confezionate. Anzi mi
chiedono sempre un assaggio”.

“Sì, è quel che ti ho detto: la cultura non è un insieme di attributi essenziali, naturali.
Questo lo credono i fondamentalisti. Ma è un processo storico, con apporti diversi e
diversificati. Basta pensare che Sant’Agostino era un africano, che si vergognava del suo
accento non proprio perfetto quando parlava in latino e che è considerato uno dei padri
della Chiesa. E cosa dire di Gesù che era ebreo? Adesso vai a fare i tuoi compiti e non
pensare a quel signore, perché appartiene al passato”.

Kúmá 15, Giugno 2008

 

Tahar Lamri