See on Scoop.itTHE ONE DROP RULE – LA REGOLA DELLA GOCCIA UNICA

Being biracial is way less of a drag than people assume it will be. As a biracial person, you get to pick and choose which parts of your racial identity you want to include. Mulattoness can get really deep sometimes. You are a living incarnation that black people and white people are not the solitary monoliths popular media would have you believe. The social construction of race is not some buzzword you learn in your intro to sociology class, IT’S YOUR LIFE. Every time someone mistakes you for a Mexican, generic Latino, “just really tan white guy” or black, you’re reminded that race is often in the eye of the beholder.

 

As a kid, you understand that black people and white people are not solitary monoliths; they’re superficial groups full of very unique individuals. This makes you question heavy shit like “what is blackness” while your peers are still reading Harry Potter. By questioning these constructs at a young age, you grow pretty used to just questioning division in general (black vs. white, red state vs. blue state, rich values vs. ghetto values). This is good for being seen as deep, but bad for dealing with authority figures.

 

Overall, though, I’m really stoked to be a mulatto and I get super hyped when I see other half-breeds. We’re a strange bunch composing less than 1% of the world population (they say), but since we all had weird identity issues as kids (like gays, white kids from black ghettos, and adopted super-heros), we grow up into pretty interesting, adaptable, quirky, adults.

 

(Thanks for in the inspiration to Jonathan)

 

 

Essere bi-razziale è molto meno lagnoso di quello che la gente pensa. Come persona bi-razziale, si arriva a scegliere quali parti della nostra identità razziale si desidera includere. L’essere un Mulatto può, a volte, assumere connotati piuttosto profondi. Sei una incarnazione vivente del fatto che i neri ed i bianchi non sono i monoliti solitari che i media popolari vogliono far credere. La costruzione sociale della razza non è una parola in voga che si impara nella tua introduzione in una facoltà di Sociologia: E’ LA TUA VITA. Ogni volta che qualcuno ti scambia per un Brasiliano, genericamente un “Latino ” , o per un ragazzo diversamente “abbronzato”, o nero, ti viene ricordato chela parola “ razza” è spesso negli occhi di chi guarda.

 

Già da bambino, capisci che i neri e bianchi non sono monoliti solitari: sono gruppi sociali formati da individui unici. Questo ti fa mettere fortemente in discussione cosa sia la “negritudine”, mentre i tuoi amici stanno ancora leggendo Harry Potter. Mettendo in discussione questi costrutti in giovane età, si cresce mettendo in discussione ogni catalogazione in generale (nero contro bianco, ricchi contro poveri…).

 

Nel complesso, però, sono davvero entusiasta di essere una mulatta ed mi compiaccio enormemente quando vengo in contatto con altri meticci. Siamo certamente un gruppo misto composto stranamente e facente parte di meno dell’1% della popolazione mondiale (dicono), ma dal momento che abbiamo avuto gli stessi problemi di identità di tutti i bambini (bianchi, neri, supereroi adottati) si cresce come adulti interessanti, flessibili ed anche stravaganti.

 

(Grazie per l’ispirazione a Jonathan)